Codice dei contratti pubblici, finalmente il nuovo regolamento

 

Siamo alla vigilia dell’approvazione del nuovo regolamento unico di attuazione del codice dei contratti pubblici,  presentato a fine luglio in bozza finale al Ministro dei lavori pubblici , e che ci si augura vada a colmare una evidente lacuna normativa. Si tratta di un provvedimento che dovrebbe dare uno scossone al mondo dei lavori pubblici e riordinare tutta la materia degli appalti. Ma la domanda è: questa bozza, nata, vista e rivista da esperti della materia, arriverà davvero al traguardo senza che vengano apportate modifiche che ne facciano venir meno alcuni presupposti? Mi riferisco alla gestione dei contenziosi (prima lasciata praticamente alla mercè delle sezioni appaltanti). Mi riferisco soprattutto alla necessità che certe procedure siano snellite, con lavori più facilmente affidati e avviati.

Grazie al nuovo regolamento le imprese di costruzioni saranno sicuramente più garantite, in primo luogo per quanto attiene la certezza dei tempi di contrattualizzazione. Non possiamo dimenticare che oggi il mondo dei lavori pubblici è in difficoltà. In Italia la materia è complicata da un numero elevatissimo di enti e quindi di stazioni appaltanti, ognuna protagonista di sue interpretazioni e la stessa presenza di un’agenzia anticorruzione, nata con un obiettivo senz’altro positivo, spesso non riesce a svolgere bene il suo lavoro di controllore. Senza dimenticare che certe anomalie andrebbero bloccate già in linea di principio, più che in fase di controllo.

Tra le novità maggiori di questo nuovo approccio al lavoro pubblico c’è sicuramente l’introduzione dei comitati tecnici consultivi, diventati obbligatori per lavori di importo superiore alla soglia comunitaria o che comunque abbiano una certa complessità. Tali comitati devono essere di supporto per la risoluzione di problematiche ancor prima che sfocino in un contenzioso. Un obiettivo condivisibile e auspicabile, coerente con la necessità di snellimento degli appalti. Questa, almeno, è la speranza che tutti noi abbiamo.

A cura di Alberto Marsano, Consulente e Project Manager di imprese generali di costruzioni lavori pubblici

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